TIROIDE UN BENE PREZIOSO

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Screening ecografico gratuito

Logo avisAl volgere del 2011 in cui ricorre l'Anno Europeo del Volontariato ma anche il 150° dell'Unità D'Italia, la nostra sede locale, in armonia con i fini istituzionali propri dell'AVIS e con quelli del Servizio Sanitario Nazionale, ha il compito/dovere di essere protagonista, affinché, attraverso l'informazione e l'educazione sanitaria, si diffonda la cultura della donazione. A tal fine codesta Direzione Sanitaria propone interessare la compagine sociale dell'AVIS di Sambuca per offrire a tutta la cittadinanza sambucese la possibilità di effettuare gratuitamente un'indagine ecografica della tiroide ai donatori avis.

L'iniziativa ha lo scopo di promuovere la donazione di sangue, volontaria, periodica, associata, non remunerata, anonima e consapevole, intesa come valore umanitario universale ed espressione di solidarietà e di civismo, che configura il soggetto donatore  quale promotore di un primario servizio socio-sanitario e promotore della salute.

 

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La rivoluzione "mite"

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Sacrato della Chiesa del Rosario - Sambuca di SiciliaUn'estate fuori dal comune. In tutti i sensi: con la maiuscola o la minuscola. Come preferite. L'importante che ci sia stata. Un'estate piena di eventi promossi da privati e associazioni di volontariato distribuiti nei Vicoli Saraceni, in Piazza della Vittoria, in Adragna, alla Nivina, che hanno vivacizzato la città e le zone di villeggiatura e soprattutto hanno dimostrato che non ci vuole molto per fare "vivere" e scuotere una comunità. Sono sufficienti le idee. E, con le idee, la passione, l'impegno, il senso dell'appartenenza che fa gioire se la città è decorosa, viva, accogliente e indignare se è sciatta, sporca, senz'anima.

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ETIOPIA

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Etiopia: significa “Terra dei popoli dalla faccia bruciata dal sole”. In alcuni villaggi c’è solamente tanta fame e tanta polvere, la mortalità infantile è davvero tanta. decido di partire per l'Etiopia nel mese di agosto 2011, con tre amici fotoamatori di Firenze: un sogno che porto con me già da alcuni anni, avendo visto più volte reportage fotografici di questa parte dell'Africa. Prendo la palla al balzo quando mi viene proposto dai miei amici questo viaggio; mi dicono che ci sarebbe stato un posto sul fuoristrada: un veloce consulto in famiglia e mi viene dato il benestare per la partenza. Dopo un viaggio in aereo durato 7 ore, si arriva nella capitale, Addis Abeba. Sta piovendo, ci guardiamo in faccia e diciamo “speriamo non sia così durante la nostra permanenza”. Questi sono i mesi delle piogge, ma per fortuna a noi è andata bene e durante il nostro percorso e sempre stato clemente. Il giorno successivo si parte per la Savana: ci vogliono un paio di giorni prima di incontrare un vero villaggio. Come arriviamo al primo villaggio, mi si presenta subito una situazione quasi indescrivibile: queste persone - che campano ancora con poche cose - sembrano vivere situazioni immutate nel tempo. lo pensavo che alcune sottomissioni - sopratutto delle donne - fossero ormai superate, ma purtroppo m i sono dovuto ricredere nel vedere gli incredibili riti ai quali sono sottoposte le femmine in alcuni dì questi villaggi.

In Etiopia esistono 76 etnie (è definita infatti “Museo dei Popoli”) e sono più di 200 fra lingue e dialetti parlati in questo stupendo Paese. Ho potuto visitare il museo di Addis Abeba.- dove vi si trova ma paste dello scheletro di Lucy l'Australopithecus Aferensis: un ominide risalente a circa 3,5 milioni di anni fa che è stato ritrovato nella Rift Valley, dove si presume sia partita l’evoluzione dell’uomo. Nel sud dell'Etiopia, ai confini con il Sudan e con il Kenia, vivono ancora alcune popolazioni rimaste allo stadio primitivo: Dorzè-Konso-Mursi-Banna-Dansek-Hammer…

Note Biografiche dell'autore

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Lavoro_quotidiano
Aratura
La_pastorella
Verso_il_pozzo
Renzo nel villaggio dei Karo
Donna-Harbore
In_cerca_d
Donne_Dasench
Pasto_quotidiano
Dalla_parrucchiera

 
 
 
 

"Astratto Colorismi n. 2"

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La ricerca  astratta “Colorismi n. 2” che qui presento e che a distanza di qualche mese segue la "n.1", si è sviluppata, come la prima, seguendo la mia voglia di astrarmi ed astrarre. Così facendo ho voluto continuare la sperimentazione con  un "obiettivo catadriottico" da 500 mm, 6,3, tendando di estrapolare dalla realtà circostante degli oggetti formali, solo l’effetto dello sfuocato ottenuto con il catadriottico. Cioè, solo gli anelli, nient’altro. Mi sono basato sul fatto di ricercare questi anelli dalle superfici metalliche e/o comunque dalle superfici molto riflettenti. Inoltre ho elaborato ulteriormente, con il programma della mia Nikon D7000 “Bozzetto a colori”, e poi ulteriormente ritoccato nel fino le foto al computer con Photoshop. Devo specificare che l’obiettivo da 500 mm catadriottico nel formato DX diventa un 750 mm ed ho operato esclusivamente a mano libera.


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Patrocnio UIF n. DIG/10 2011 LI 63

 

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CHIESA DI SANTA CATERINA

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CHIESA DI SANTA CATERINA DI SAMBUCA DI SICILIA
Un gioiello da recuperare  
Salvalarte Belice punta al restauro



Chiesa di santa Caterina - Sambuca di Sicilia
Sulla Chiesa di Santa Caterina si è focalizzata l’attenzione di Salvalarte Belice e ciò fa sperare nel recupero di questo gioiello dell’arte barocca che meriterebbe di essere riproposto in tutto il suo splendore. 
Da quando è stata  riaperta al pubblico, dopo i lavori di riparazione del tetto, la Chiesa ha ospitato diverse mostre - tra le altre, quella dei Cinquant'anni de La Voce di Sambuca,  suscitando nei visitatori ammirazione per la bellezza degli stucchi e nel contempo stupore per l’abbandono in cui è stata a lungo lasciata. 
La Chiesa, che faceva parte del Monastero delle Benedettine, fu fondata per volontà del nobile Giovan Domenico Giacone di Irlando che, con testamento presso il notaio Onofrio Scaduto di Sciacca nel 1515 prevedeva “un ritiro di donne assegnando all’uopo una vasta casa di sua proprietà, sita allora nel quartiere di S. Maria dell’Annunziata, oggi Corso Umberto I.  Fu il figlio, però, il sacerdote Ambrogio Giacone, ad ottenere dalla Curia di Agrigento  il nulla osta alla fondazione del Monastero. Era il 1541. Lo inaugurò Suor Maria Ludovica Bufalo, di Sciacca, che fu la prima Abbadessa.

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